Isabella nasce a Verbania nel 1968 e vive a Trarego Viggiona in frazione Cheglio.
 Appassionata da sempre al disegno, comincia a dipingere giovanissima realizzando negli anni opere a pastello, china e acrilico, per approdare infine alla pittura a olio che diventa il suo mezzo espressivo privilegiato.

Il soggetto preferito delle sue opere è il nudo artistico, rappresentato realisticamente in forma così pulita da renderlo quasi etereo. Tuttavia non si limita ad una riproduzione fotografica del soggetto, bensì volge ad uno studio della composizione e scomposizione della figura, ora suddivisa in più parti, ora mescolata a geometrie o rappresentata con forme bi-tridimensionali. Nascono così immagini di corpi quasi metafisici il cui volto, laddove non escluso, si riduce ad un ovale quasi piatto: un finale aperto lasciato allo spettatore che è stimolato alla ricerca di un'anima che solo nell'espressione del corpo, delle forme e del colore può rivelarsi.

"La prima sensazione che si coglie osservando un quadro di Borsetta è quella di studiato equilibrio, di impasto morbido e delicato che si fonde per rendere etereo il soggetto che ci sta di fronte. Questa ricerca la porta, quasi per non rischiare di rompere tale equilibrio, a centellinare ogni stesura, a rendere invisibile ogni tracciatura e delineazione del soggetto. Le sue opere vivono di un silenzio pieno di pathos e di consapevole perizia tecnica, non atteggiamenti da falso poeta, ma libertà di plasmare sentimenti che aprano varchi nell'essere umano."
Mauro Ramoni

"Delicati, accattivanti, fotografici, appassionanti e provocatori i nudi di Isabella Borsetta — che nella sua stesura pittorica dimostra le grandi capacità di “giocare” con l’immagine, apparentemente immediata e fotografica — e rivelano una bravura creativa di grande raffinatezza. I suoi nudi, mai che scendano nel volgare, hanno una carica di grande eros, di grande interiorità che mette a nudo il “nudo” nella sua più alta espressione del bello: il corpo femminile, spogliatosi da ogni pregiudizio, si mostra in tutta la sua innocenza di forme, assai belle, ben marcate, composite nella linea, con un certo pudore in cui l’eros e la bellezza del possedere si uniscono nel gioire come elemento naturale e positivo della vita.
L’autrice, che conosce il suo corpo di donna, la sua intima mentalità di essere femmina e consapevole del proprio compiacimento, conduce per mano lo spettatore a individuare la pittura e i soggetti di corpi femminili, rappresentandoli nella naturale nudidità che non trascende nell’eros mercificato ma esalta quell’eros di naturale creazione dell’Universo. Una pittura monocroma che gioca con i riverberi di luce facendo esaltare la bellezza del corpo, semplice e bello, il nudo femminile, accendendo la fantasia di chi osserva nella più libera idea di pensiero."
Liviano Papa